IMMIGRAZIONE: A SAN DANIELE DEL FRIULI UNA SCUOLA PER IMPARARE L’ARABO

Dopo la bella iniziativa di un gruppo di albanesi residente a Trieste, che ha istituito un corso di lingua per i bambini affinché conoscano l’idioma dei genitori (ne ho parlato QUI), una proposta simile arriva dalla città friulana più famosa al mondo (per i prosciutti!): San Daniele. Questa volta, però, la tutela è rivolta alla lingua araba, vista anche l’alta percentuale di immigrati di tale etnia nella cittadina del prosciutto.

Per ora c’è solo il progetto: istituire una scuola di lingua araba per i figli degli immigrati islamici che durante la settimana continuerebbero a frequentare normalmente medie ed elementari per poi ritrovarsi, volontariamente, sui banchi di scuola la domenica, o alternativamente un pomeriggio alla settimana, per studiare l’arabo. Così si legge sul quotidiano friulano Messaggero Veneto. Per realizzarlo si sta cercando di unire le forze, in modo che istituzioni e cittadini stranieri diano ognuno il proprio contributo: «La scuola si farà carico della parte didattico-culturale, il Comune di mettere a disposizione i locali, le famiglie del costo degli insegnanti», spiega il Dirigente Scolastico Silvano Bernardis, secondo il quale l’iniziativa ha un duplice scopo: oltre a quello di far apprendere ai piccoli figli degli immigrati la lingua dei padri, la possibilità di promuovere l’aggregazione tra gli immigrati stessi.

Sempre Bernardis spiega: «Spesso vivono una situazione di isolamento e di difficoltà anche nell’affrontare le più basilari situazioni quotidiane. Da questo punto di vista la scuola potrebbe fungere da luogo di confronto e scambio d’informazioni, un luogo d’inclusione insomma, il cui portato sociale sarebbe altrettanto importante che quello didattico».

Inoltre, la scuola, che potrebbe avere un bacino di utenza di circa una cinquantina di bambini, di età compresa tra i 6 e gli 11 anni, secondo il DS Bernardis potrebbe anche arginare il fenomeno delle assenze, a volte molto prolungate, degli stranieri che frequentano le scuole cittadine. I piccoli, infatti, spesso sono costretti a seguire la famiglia che rimpatria per qualche tempo. «Avviare una scuola di arabo qui in Friuli – conclude Bernardis – potrebbe funzionare anche da deterrente rispetto a queste partenze improvvise, un modo per stabilizzare la presenza degli alunni e delle famiglie».

Spero che questo lodevole progetto vada in porto perché l’integrazione culturale è senz’altro facilitata se chi ospita dimostra interesse per la cultura e la lingua di chi viene ospitato.

[immagine da questo sito]

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Da piccola preferivo parlare ... oggi mi piace scrivere

Pubblicato il 9 marzo 2012, in bambini, integrazione culturale, scuola con tag , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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