AUTOIRONIA DEL MIUR

Con il titolo ”Le sviste di un ‘infallibile’ Ministero” il sito del Miur si è scusato delle ‘sviste’ compiute nell’intento di rendere l’informazione più trasparente e immediata. E lo ha fatto – questa la novità – con ironia e apertura al dialogo.

Sul sito del Ministero è infatti stata pubblicata una specie di ‘lettera aperta’ agli utenti in cui riconoscendo con una certa autoironia le proprie manchevolezze, si invitano gli ”amici della rete” a continuare a segnalare eventuali errori.

”Ultimamente – si legge nel comunicato ministeriale – vi abbiamo intrattenuto con alcuni errori involontariamente comici, tra i quali: ‘Il portale ‘Scuola in chiaro’ che includeva fra i comuni italiani alcune località, tra cui Caporetto, che non lo sono più da decenni.

Da ultimo, per ora – prosegue con un taglio ironico il ministero – una traduzione maccheronica dall’italiano all’inglese, dagli effetti esilaranti, di un bando di ricerca relativo al formaggio pecorino”.

“Non potete nemmeno immaginarvi – spiega il ministero – quanto sia grande ed estesa la struttura amministrativa del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Sono grandi numeri: oltre 10 mila scuole, quasi 1 milione di insegnanti, circa 8 milioni di studenti, migliaia di dirigenti, centinaia di migliaia di personale non docente e amministrativo, uffici distribuiti su tutto il territorio nazionale. Senza contare gli atenei, i professori universitari, gli enti di ricerca, i ricercatori e, anche in questo caso, tutto il personale delle amministrazioni. Non sbagliare mai è quasi impossibile”.[fonte: TUTTOSCUOLA.COM]

Questa la notizia letta su Tuttoscuola (QUI potete leggere il comunicato in originale). Mi chiedo: l’avesse scritto la Gelmini, cosa sarebbe successo? Probabilmente una specie di rivoluzione mezzo stampa, con il quotidiano Repubblica in testa, e con l’immancabile complicità del web, siti dei sindacati in testa.
Probabilmente Profumo è più simpatico (d’altra parte non ci vuole molto per esserlo più di Mariastella Gelmini) e gli si può perdonare qualche svista, a lui e ai suoi collaboratori perché, come spiega il ministro del MIUR, sono grandi numeri: oltre 10 mila scuole, quasi 1 milione di insegnanti, circa 8 milioni di studenti, migliaia di dirigentiNon sbagliare mai è quasi impossibile.

Certo, io me ne rendo ben conto e non serviva il suo ammiccante comunicato, signor ministro, per ottenere la clemenza del personale della scuola e dell’opinione pubblica tutta (visto che, come pare, dell’istruzione si occupano un po’ tutti e tutti si arrogano il diritto di parlarne e sparlarne).

Sorrido se penso che per la questione del famoso tunnel del Gran Sasso la “povera” Mariastella è stata messa alla gogna (mediatica, s’intende) e il portavoce del ministro, Massimo Zennaro, si è dimesso. Senza contare l’enorme dissenso suscitato dai numerosi (e imperdonabili, a parer mio) errori nei test per il concorso per Dirigenti Scolastici e senza dimenticare le accuse mosse alla Gelmini per aver “mentito” riguardo ai numeri delle bocciature.

Insomma, per l’ex ministro nessuna pietà, per Profumo una strizzatina d’occhio e un’amichevole comprensione. Manca solo la pacca sulla spalla.
Le cose son cambiate: ai politici non si perdona ai tecnici sì.
Forse è solo una questione di stile.

Informazioni su marisamoles

Da piccola preferivo parlare ... oggi mi piace scrivere

Pubblicato il 17 febbraio 2012, in MIUR con tag , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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