ANCHE GLI INSEGNANTI IN PENSIONE CON LE NUOVE REGOLE

Non è passato al Senato, in commissione Affari Costituzionali e Bilancio, l’emendamento del Pd che prevedeva la possibilità per i docenti che matureranno i requisiti per la pensione entro il 31 agosto prossimo di lasciare il lavoro con le vecchie regole così come hanno potuto farlo i dipendenti pubblici che hanno maturato i requisiti entro il 31 dicembre scorso.

A nulla sono valse le proteste della senatrice Mariangela Bastico che i docenti lavorano non sull’anno solare, ma su quello scolastico e dunque non possono andare in pensione l’1 gennaio, ma solo l’1 settembre. Di conseguenza, 4.000 docenti interessati slitteranno automaticamente nel nuovo sistema disegnato dal governo Monti con un ritardo netto della loro pensione. (LINK della fonte)

I sindacati confederali della scuola chiedono al Governo e al Parlamento di sanare l’ingiustizia commessa in materia di pensioni. Come spiega Mimmo Pantaleo. della CGIL, si tratta di un atto di equità nei confronti del personale della scuola che ha una sola finestra di uscita nei pensionamenti con riferimento all’anno scolastico e non quello solare. Quell’emendamento poteva dare una risposta ai precari liberando altri 3500 posti da utilizzare per le stabilizzazioni.

Anche secondo Francesco Scrima, della CISL, sulle pensioni la scuola non rivendica privilegi, chiede solo di non essere penalizzata a causa delle particolari modalità che regolano la cessazione dal servizio del suo personale.
Massimo Di Menna, della UIL, ritiene che la mancata approvazione dell’emendamento al Milleproroghe relativo alle pensioni per gli insegnanti è ancora un accanimento contro la scuola e il personale. (LINK della fonte)

Insomma, secondo i sindacati potrebbe esserci uno spiraglio per rivedere la questione dei pensionamenti dei prof.

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Da piccola preferivo parlare ... oggi mi piace scrivere

Pubblicato il 15 febbraio 2012, in docenti con tag , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 6 commenti.

  1. Me lo auguro. Tra le altre cose, soprattutto oggi, quello dell’insegnamento potrebbe essere annoverato tra i lavori usuranti 🙄

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  2. La cosa che trovo grottesca è che si aumenta l’età pensionistica dopo che nell’ultimo triennio(2008/2010) molti insegnanti con 40 anni di anzianità contributiva,anche con 59 anni di età, sono stati messi in pensione FORZATAMENTE

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    • Se è per questo ci sono state colleghe che hanno potuto andare in pensione anche a 57 anni. Non nascondo che quando le incontro per strada mi fanno un po’ d’invidia e credo che ora possano definirsi delle privilegiate. D’altra parte non è certo colpa loro, hanno solo approfittato di un’occasione. Per me si prospettano ancora lunghi anni di faticoso lavoro. Ogni tanto penso che la vita degli insegnanti è ben strana: abbiamo la libertà di recarci a scuola ogni mattina ma nel pomeriggio siamo agli arresti domiciliari per la correzione compiti … insomma, siamo in semilibertà, per di più vigilata, a quanto pare. 😦

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  3. Forse non sono stata chiara:io non discuto su chi è andato in pensione presto VOLONTARIAMENTE. Parlo di gente che ancora voleva lavorare(tutti i gusti sono gusti!)ed è stata costretta ad andare in pensione, e ci ha fatto una malattia! Non capisco perchè a partire da 60 anni non ci possa esser una certa flessibilità. Almeno si dovrebbe concedere la condizione “pensione-parttime(di cui ho usufruito io per un biennio),che permette di lavorare meno e più serenamente e di abituarsi gradatamente all’inattività.

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    • Sì, hai ragione. Non mi sono soffermata sull’avverbio. 🙂
      Io sono d’accordo con te ma, se ricordi, la proposta fatta allora da Berlusconi era proprio di flessibilità e volontarietà. Poi Brunetta si è impuntato perché l’Europa ci chiedeva un allineamento con gli altri Paesi membri della UE.
      Comincio a pensare che quest’Europa Unita ha fatto solo danni. Poteva rimanere un accordo economico e basta. Guarda dove ci sta mandando l’euro … 😦

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