DANTE E PETRARCA: LA PREGHIERA ALLA VERGINE MARIA

In occasione della festa dell’Assunta (ne ho parlato QUI) riporto un bell’articolo di LAURA CIONI, pubblicato su Ilsussidiario.net.

IL “SOCCORSO” DI MARIA A DANTE E PETRARCA

L’ultimo canto della Commedia si apre con la preghiera alla Vergine, il Canzoniere si chiude con la canzone Vergine bella. Sebbene la critica dissuada dal cercare nessi espliciti tra i due testi, è evidente che alcune espressioni si richiamino per analogia e per opposizione.

Vergine madre, figlia del tuo figlio: così, per bocca di san Bernardo, la solenne intonazione teologica della preghiera dantesca.

Vergine bella, che di sol vestita,

coronata di stelle, al sommo Sole

piacesti sì, che ‘n te Sua luce ascose,

amor mi spinge a dir di te parole: è ancora un’apostrofe, di timbro lirico e soggettivo, più articolata del potente ossimoro dantesco.

umile e alta, più che creatura,

termine fisso d’etterno consiglio: Dante in due versi condensa il Magnificat e la profezia dell’incarnazione contenuta nel libro della Genesi.

Vergine santa d’ogni gratia piena,

che per vera et altissima humiltate…

tre dolci et cari nomi ai in te raccolti,

madre, figliuola et sposa.

E, poco sopra:

sola tu fosti electa,

Vergine benedetta,

che ‘l pianto d’Eva in allegrezza torni.

L’espressione di Petrarca, già nella terza e quarta stanza della sua canzone, è eco di una movenza di Donna del Paradiso di Jacopone: Figlio, pate e marito, a testimoniare la persistenza di un’unica dottrina e devozione, pur in contesti poetici e storici diversi.

Prosegue Dante:

tu se’ colei che l’umana natura

nobilitasti sì, che ‘l suo fattore

non disdegnò di farsi sua fattura.

Nel ventre tuo si raccese l’amore

per lo cui caldo nell’etterna pace

così è germinato questo fiore.

Qui se’ a noi meridiana face

di caritate, e giuso, intra i mortali,

se’ di speranza fontana vivace.

E Petrarca:

Vergine pura, d’ogni parte intera,

del tuo parto gentil figliuola et madre,

ch’allumi questa vita, et l’altra adorni,

per te il tuo figlio, et quel del sommo Padre,

o fenestra del ciel lucente altera,

venne a salvarne in su li extremi giorni.

Il mistero dell’Incarnazione è indicato da Dante con il simbolo ardente del fuoco, da Petrarca con quello della luce, entrambi di ascendenza biblica.

La vicenda umana dei due poeti ha conosciuto, come quella di ogni uomo, l’amarezza del fatto che la diritta via era smarrita. Ecco come prega Petrarca:

Con le ginocchia de la mente inchine,

prego che sia mia scorta,

et la mia torta via drizzi a buon fine.

Per lui il buon fine è la pace della stabilità in mezzo ai marosi della vita, l’ancora di una stella nella solitudine:

Vergine chiara et stabile in eterno,

di questo tempestoso mare stella,

d’ogni fedel nocchier fidata guida,

pon’ mente in che terribile procella

i’ mi ritrovo sol, senza governo.

[NELL’IMMAGINE: “Assunzione di Maria”, dipinto su tela di E.Porcini, DA QUESTO SITO]

Informazioni su marisamoles

Da piccola preferivo parlare ... oggi mi piace scrivere

Pubblicato il 15 agosto 2011, in Letteratura Italiana con tag , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 4 commenti.

  1. La preghiera alla Vergine di Dante è magnifica. La studierò quest’anno – spero di arrivarci – ma i versi più famosi li conoscevo già da un pò…
    Grazie di avermeli riportati alla memoria! 🙂

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    • @ Scrutatrice

      Purtroppo per questioni di tempo il Paradiso si studia male e in fretta. Ma la preghiera alla Vergine è uno dei passi irrinunciabili. Credo che il prossimo anno ne anticiperò la lettura in terza, facendo il parallelo con Petrarca. Per questo mi ha colpito l’articolo che ho postato.

      Grazie a te per aver colto il mio invito. 🙂

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      • Ecco, noi sicuramente andremo incontro a questo genere di problemi. E temo che non riuscendo a studiare bene il “Paradiso” arriveremo impreparati all’esame di maturità…

        Comunque di nulla: trovo anche questo blog molto interessante. 🙂

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      • @ Scrutatrice

        In confidenza, c’è quasi un tacito accordo con gli allievi: Dante all’orale non lo si chiede mai. 😉

        Non è una regola fissa … dipende poi dal fatto che il commissario sia interno o esterno.

        Attenzione: può capitare una traccia (tipologia A) sul Paradiso. Ma non preoccupartene ora: hai tutto l’anno per pensarci. 🙂

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