RIECCO L’ESTATE E RIESPLODE LA POLEMICA SUI COMPITI PER LE VACANZE


Come ogni anno, puntuale arriva l’estate, iniziano le vacanze e si discute sull’utilità o meno dei famigerati compiti estivi.

“Compiti per le vacanze: sì o no?”. Con tale quesito è stato introdotto un servizio del TG1 andato in onda ieri nell’edizione serale (lo trovate a questo LINK). La questione è, come si è detto, annosa e parte, secondo il mio parere, da un presupposto sbagliato: i ragazzi italiani, secondo l’OCSE, hanno in media più compiti delle vacanze rispetto ai “colleghi” europei. Così esordisce il succitato servizio telegiornalistico.

Quello di cui non si tiene conto, però, è che gli studenti del Bel Paese hanno le vacanze più lunghe, ergo … i compiti sono necessari per non perdere il ritmo e rischiare di dimenticare tutto ciò che si è, talvolta molto faticosamente e con estremo sacrificio, appreso.

I contrari a queste attività sono molti, è vero, ma non tutti ritengono i compiti estivi un inutile fardello. Spesso si crede che essi siano un fardello per i genitori; questi, infatti, sono deputati all’organizzazione delle attività e pianificano i compiti dei loro figli, la maggior parte delle volte con un certo criterio, altre volte, però, senza tenere in alcun conto la volontà dei pargoli in vacanza.

Insomma, già la scuola obbliga gli scolari ed alunni a lavorare tutto l’anno (anche se, lo sappiamo benissimo noi docenti, non tutti eseguono le attività assegnate), se d’estate i genitori si sostituiscono ai docenti in quest’atto coercitivo, può sembrare addirittura troppo.

E allora i genitori come devono comportarsi? Innanzitutto stabilire i tempi e i modi in comune accordo con i figli. Se la famiglia trascorre un certo periodo fuori casa, è decisamente consigliabile non mettere in valigia libri e quaderni. I bambini e i ragazzi hanno tutto il diritto di divertirsi e passare un periodo di relax e spensieratezza. Per il resto dell’estate si potrà concordare insieme l’organizzazione delle attività, tenendo conto che è consigliabile staccare dalla routine dello studio per almeno tre settimane. I compiti, quindi, potranno iniziare verso la seconda settimana di luglio. Poi è anche vero che ognuno si organizzerà a seconda della mole di lavoro da svolgere.

Detto questo, cosa è bene che facciano i docenti? Sicuramente non riempire di compiti i propri alunni. Per gli scolari delle elementari, soprattutto, i compiti sarebbero da evitare, almeno nei primi tre anni. E’ anche vero, tuttavia, che spesso sono proprio le famiglie a chiedere alle maestre il “libro delle vacanze”, temendo che i propri bambini si rilassino troppo e rischino addirittura di annoiarsi, visto che le vacanze sono in effetti alquanto lunghe. In questo caso, però, è bene che le famiglie si adeguino alle richieste degli insegnanti; in altre parole, evitare di prendere iniziative personali e acquistare un libro esclusivamente per far passare il tempo ai figli. Questi ultimi, inoltre, sanno bene di non avere compiti da svolgere e non accetterebbero mai che la mamma o il papà si sostituiscano alle maestre obbligandoli a svolgere delle attività non previste.
Tutt’al più si può proporre la lettura di qualche libro adatto all’età dei bambini o acquistare dei “giochi istruttivi”, preferibilmente non elettronici.

Per i ragazzi delle medie il discorso è un po’ diverso. Innanzitutto dipende molto dai livelli che hanno raggiunto durante l’anno: c’è chi ha ben consolidato le conoscenze e raggiunto un buon livello di competenze ed abilità, e chi, al contrario, è stato “graziato” e ha bisogno di lavorare d’estate per poter affrontare più tranquillamente l’anno scolastico che inizierà a settembre. In teoria, dovrebbero essere i docenti stessi ad assegnare delle attività differenziate a seconda delle necessità degli alunni. Ma questo comporta un lavoro in più che non tutti sono disposti a svolgere.
Importantissimo, poi, è il passaggio dalla terza media alle scuole superiori. Chi ha brillato all’esame e ha un curriculum di tutto rispetto si può godere in santa pace le meritate vacanze; quelli che, invece, sono coscienti di avere delle lacune in un’area disciplinare, devono sacrificare un po’ di tempo d’estate per potersi preparare ad affrontare con meno difficoltà un nuovo ciclo di studi. Anche in questo caso sarebbe utile che gli insegnanti stessi dessero qualche indicazione alle famiglie.

E gli allievi che frequentano le superiori? Be’, loro sono un po’ più grandi e dovrebbero essere in grado di capire le proprie necessità. Solitamente, però, sono i docenti stessi ad assegnare dei compiti delle vacanze che dovrebbero (il condizionale è d’obbligo perché in effetti non tutti lo fanno) essere corretti nella prima settimana di lezione. Così si inizia con un utile ripasso prima di affrontare i programmi nuovi.
Un ulteriore distinguo va fatto per gli allievi con “giudizio sospeso”: purtroppo essi non si possono permettere un’estate completamente spensierata, anzi, la maggior parte è attualmente impegnata nei corsi di recupero che si protrarranno fino a metà mese e, a seconda dell’organizzazione interna alla scuola, li richiamerà ai propri doveri nell’ultima settimana d’agosto. Il primo settembre, infatti, inizieranno, in quasi tutti gli istituti, le verifiche (quelle che i più chiamano “esami di settembre”) del superamento dei Debiti Formativi.
Nel caso dei Debiti Formativi sarà bene che i docenti stessi diano istruzioni precise, preferibilmente individualizzate, a meno che i “problemi” siano comuni a tutti gli allievi. Così anche le famiglie sanno esattamente qual è l’impegno dei figli nei mesi estivi.
Infine, anche in questo caso è bene che i docenti prevedano delle attività differenziate per gli allievi promossi a giugno e quelli “rimandati”.

In conclusione, un po’ di buon senso, da parte di tutti, non guasta.

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Da piccola preferivo parlare ... oggi mi piace scrivere

Pubblicato il 6 luglio 2011, in compiti per le vacanze, Debiti Formativi, famiglia, scuola con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 10 commenti.

  1. Oltre un certo limite, una vera crudeltà !!!!

    Compiti differenziati? Giusto, ma chi lo fa?

    AUGURI AL NUOVO BLOG !!!!

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  2. Compiti differenziati? Io li ho sempre dati, almeno quelli di latino dove i livelli di apprendimento non sono omogenei.
    Ti dirò: alla fine lavorano di più quelli che ne hanno meno bisogno. Io ho consigliato (non obbligo mai nessuno!) un libretto per il ripasso del latino in seconda, pensando che ne avessero bisogno meno di una decina di allievi su venticinque. Alla fine l’hanno voluto comprare in quindici …

    Sai cosa ho sentito in spiaggia l’altra settimana? Dei ragazzi – forse delle medie o al massimo del biennio superiore – parlavano dei compiti per le vacanze. Uno ha detto che di matematica i più bravi dovevano risolvere 100 espressioni (o qualcosa del genere … sai che la matematica non è il mio forte), quelli meno bravi 200. 😦

    Vedi che ci sono dei bravi docenti che danno compiti differenziati? 😉

    Grazie per gli auguri. 🙂

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  3. Innanzitutto complimenti per il nuovo aspetto!

    Per quanto riguarda i compiti differenziati, sinceramente non ci avevo mai pensato, visto che nella mia carriera scolastica non mi è mai capitato di imbattermi in professori che adottassero questo sistema. Però in effetti è una buonissima idea: perchè non “premiare”, in un certo senso, coloro che, durante tutto l’anno, si sono dati da fare ed hanno sempre portato a termine, puntualmente, il loro dovere?
    Che poi, i ragazzi con una buona media, diligenti e responsabili non hanno bisogno di essere indirizzati dai professori nel ripasso estivo: secondo me, sanno organizzarsi il lavoro da soli e rendersi conto se hanno effettivamente necessità di rinfrescare qualcosa oppure no. Se sì, credo che non abbiano molti problemi ad aprire il libro e rileggere ciò che ritengono più giusto, senza bisogno che siano i professori ad “obbligarli”.

    P.S. Hai perfettamente ragione nel dire che “il condizionale è d’obbligo” in riferimento alla correzione dei compiti delle vacanze una volta rientrati a scuola. Ancora una volta, nel mio trascorso scolastico, mi è capitato assai raramente di correggere i compiti estivi…

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  4. @ Scrutatrice

    Quello che dici rispecchia pienamente il mio pensiero. Brava! Quanto ai compiti differenziati e alla loro correzione, implicano un impegno che non tutti i prof sono disposti a spendere. Tuttavia, credo che almeno per le lingue (Latino compreso!) e per la matematica sia indispensabile procedere alla correzione. Ma quando si assegnano, ad esempio, 200 espressioni ( 😦 ), sai quanto tempo ci vuole per correggerle tutte?! Meglio dare pochi compiti ma verificare che siano stati svolti piuttosto che tanti infischiandosene che li abbiano fatti o meno e nel modo giusto.

    Grazie dei complimenti, ma più che una nuova veste si tratta di un nuovo blog; al momento ho tante idee ed entusiasmo, oltre che più tempo, però non so se riuscirò a mantenere l’impegno in futuro. Vedremo. 🙂

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  5. La penso così perchè in fondo io mi comporterei così!
    Non parliamo di matematica, che ci ha imposto di fare tutti gil esercizi del libro! E non sembrava che stesse scherzando… Alla fine, ovviamente, non avendo il tempo per correggerli tutti, si decide di non correggerli per niente!
    Invece altre materie, lingue comprese, ci hanno assegnato dei libri da leggere, cosa che trovo molto sensata e non affatto “pesante”. Anzi, è un ottimo passatempo nei pomeriggi afosi di agosto! 🙂

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  6. Ma stiamo scherzando?! Non ho mai fatto compiti per le vacanze dalle medie e me ne vanto!
    Suvvia, è molto più figo presentarsi a scuola senza aver fatto i compiti ma ricordare tutto 😀
    In realtà anche io l’estate scorsa ho dovuto leggere dei libri, ma si è trattato di uno sguardo rapido perché li conoscevo già.

    P.s Parla colui che tra 2 settimane inizierà a studiare Analisi per l’università, per cercare l’ardita impresa di passare Analisi I al primo colpo con un voto decente…

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    • @ Gianni

      Socrate diceva: “L’unica cosa che so è di non sapere”. Una perla di saggezza che bisognerebbe tenere nel debito conto. Per il resto, fai come credi.

      P.S. Analisi 1 era, ai miei tempi, lo “spettro” che perseguitava i miei amici che frequentavano Ingegneria. Vedo che lo è ancora. 🙂

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  7. Gentile collega, nella polemica in questione mi pongo anche io tra coloro che ritengono i compiti un male necessario ma penso anche che molto spesso si esageri in quantità per paura che i ragazzi dimentichino quello che hanno studiato (non tenendo conto del fatto che molti di loro accumuleranno comunque tutti i compiti a settembre e quindi dimenticheranno comunque quello che hanno studiato).
    Come scrivi tu sarebbe opportuno differenziare i compiti delle vacanze ma purtroppo questa è un’abitudine molto poco diffusa.
    Per quanto riguarda le mie materie (matematica e scienze alla scuola media) mi sforzo sempre di dare compiti personalizzati in base alle esigenze e alle lacune dei singoli studenti. L’ultima settimana di scuola prendo in mano la mia agenda e formulo per ciascuno la “ricetta” che mi sembra più appropriata. Se lo studente se la cava bene in matematica non ha senso dargli lo stesso carico di lavoro di chi è in difficoltà, se lo studente va male in geometria ma bene in algebra non ha senso assegnargli lo stesso carico di lavoro in entrambe. Inoltre come possiamo pensare che uno studente si concentri sulle materie in cui ha più difficoltà se gli vengono assegnate valanghe di compiti di tutte le materie? Anche se molti colleghi condividono questo modo di lavorare vedo che molti tendono ancora ad assegnare compiti senza criterio, qualche volta allo scopo, spiace dirlo, di compensare per l’attività che per vari motivi non è stata svolta in classe.
    Buona serata,
    Enrico

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